Sul terzo gradino a partire dall’alto. La fontana ne contava sette.

Leggeva.

E mentre correva di parola in parola, pensava a quale piacere avrebbe provato nel vedere una giovane come lei abbandonata sul terzo gradino di un monumento, al centro di una piazza baciata dal primo sole primaverile.

La divertiva farsi punto di vista. Sperava sempre che qualcuno la notasse in quanto scorcio e che, interpretato come romantico, lo racchiudesse in un pensiero, un racconto, una fotografia.

Aggiustò il profilo, distese la gamba sinistra. Che così suscitasse maggior attenzione?

Non seppe mai il numero di persone effettivamente colpite dalla sua posa. Non si illudeva ce ne fossero state.

Eppure qualcosa accadde.

Una sera, vinta dalla voglia di raccontare, scrisse di un personaggio e della sua ossessione: diffondere lo sguardo romantico.
Così facendo, senza rendersene conto, quella ragazza si fece spettatrice di sé stessa quando, in posa sul terzo gradino, sognava di ispirare pensieri e racconti.

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