” Ne stavo raccontando la storia.

Cosa tutt’altro che facile.
Descrivere il perché di un ometto con in pancia una bolla di sapone. Tanto più che né lui né altri al mondo ricordavano come e quando fosse successo.

Lavando piatti inglesi in una cucina italiana, secondo alcuni. Baciando la festeggiata ad uno schiuma party, secondo altri. Colpa della mamma, a sentire gli ennesimi, con la voglia di bolle e del papà, non pronto ad accontentarla.

Ne stavo descrivendo lo sguardo, trasparente nei giorni in cui la bolla saliva a raggiungere il bulbo oculare, quando all’improvviso ‘pop’.

Esplose in un colore profumato. L’ometto con in pancia una bolla di sapone.”

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