Il bacio della bestia

Stretto alla ceramica bollente di una tazza color mattone. Giocavo a sentirmi solo.
Mentre il cielo piangeva. Di quella pioggia umida che accartoccia i pensieri.
E dal caffé lo vidi.
Avanzava con passo incerto, trascinando quasi il corpo al quale era costretto.
Si fermò ad un palmo dal mio naso.
– Tempo da lupi – sussurrò sgranando appena gli occhi
Era fradicio. Grigio come i fumi che dai camini scivolano sulla strada.
Una pozzanghera gli rubò il riflesso. Apparve alto e senza testa. All’improvviso solo una macchia. Colpa di un cagnetto, le acque si incresparono.
E poi, sulla porta della biblioteca.
Lo vidi entrare.
Gocciolare.
Avvicinarsi alla più giovane.
E nel silenzio di un bacio dolcissimo raccontarle tutto di lui.
Era ancora bollente la ceramica della tazza color mattone.
Soffiava un vento incredibile.

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